Cerca nel blog

CITAZIONI E TESTI CRITICI

 5.2018 
OSSIMORI CITTADINI
Architetture liquide sfuggenti come acqua di un fiume in piena che non può arrestare la propria strada, architetture incontrollabili che prendono piede e monopolizzano il paesaggio catturando ogni superficie circostante. L’artista nel dare il titolo alla sua opera ha scelto un ossimoro creando un dualismo che attira, incuriosisce e trasporta direttamente nell’intersecarsi di linee del quadro. Le strutture di cemento, apparentemente solide, incrollabili, ferme nella loro solenne staticità improvvisamente premono sull’acceleratore della prospettiva. Sono i nuovi templi del pensiero e del fare. Totem della modernità, appaiono alla luce di un latente e pallido sole, svettano verso l’alto come novelle Torri di Babele cercando di conquistare il cielo. Come Arabe Fenici rinascono dalle ceneri del passato gettando le fondamenta su terra di fuoco e magma che brucia ancora in primo piano. Sensazioni di freddo e caldo convivono sulla tela mentre il tratto energico e veloce della materica pittura ad olio di Silvia Senna elabora un paesaggio futuristico, post nucleare. Riesce così a suscitare, in chi guarda, emozioni contrastanti di ordine e caos, di forme che si adattano alle forze contrarie. Una tematica che Silvia ha sviluppato e meditato in una produzione ampia, sempre diversa come sono gli stati d’animo dell’uomo che abita queste strutture.
Massimiliano Porro Fondazione CEA 


       
   
2.03.2017 

L’arte di Silvia Senna si distende e si allarga sulla superficie e imponendosi per il sapiente uso dei cromatismi. Maturata nel tempo Senna allunga il colore con saggezza, la si immagina chinata con la testa a tirare il pennello finchè il colore lo consente. Invadono il campo le cromie, grandemente gestite, creando spazi quasi infiniti in cui lo sguardo dell’osservatore si perde, si dettaglia e si libra, inevitabilmente, in grandezze così tanto invadenti. Un’arte accattivante, avvincente, intrigante e misteriosa perché si celano sagome e pensieri in un dipanarsi continuo e in un vagare dello sguardo allargato. Sa coinvolgere con le cromie Senna e sa farlo con una classe ed una raffinatezza che mostra un grande carattere ed una grande maturità acquisita negli anni.


Dott.ssa Anna Soricaro Centro Culturale zerouno patrocinio Fondazione De Nittis Barletta


1.01.2015

Se l'essere umano è incompreso ed incomprensibile nei limiti ad esso riferibili...la pittura di Silvia Senna ne rappresenta una dimostrazione spontanea. Non può un pensiero raffigurarsi in una forma precisa, poichè, in tal caso, non sarebbe più pensiero e si svuoterebbe della sua grandezza.
Il pensiero vola basso sul disegno e raccoglie, ciò serve all'anima dell'osservatore.Ovviamente, si trae il bello o il piacevole. Qualora, la pittrice riuscisse a far emergere catalizzatori rivolti alla memoria dell'osservatore, creerebbe quello shock necessario per rendere universale il suo prodotto.

Prof. Luigi Squeo  Molfetta



25.12.2014

Silvia Senna predilige la l'irregolarità, la sensibilità, l'incertezza dell'apparire per esprimersi con colori soffusi, graduali, transitori e mutevoli....esattamente come gli stati instabili dell'anima. L'incomprensibilità dell'immagine è tratto di base delle sue opere. L'artista si serve di questa apparente confusione di forme e colori con lo scopo di lasciare il feeling all'osservatore, libero di vagare per i sentimenti inconstanti di un'umanità in cerca di se stessa.

Prof. Luigi Squeo  Molfetta




25.10.2013

La verde implosione del dipinto di Silvia Senna quasi a evocare una rinascita e un ritorno all'elemento naturale.
M4A Made four Art Milano


1.02.2013

Attraggono gli eleganti giochi di linee che Silvia Senna crea . In esse apici emozionali si schiudono alle peregrinazioni dell'inconscio.

Dott.ssa Sabrina Falzone Milano


31.10.2012

Silvia Senna predilige la linearità, semplicità, purezza del tratto per esprimersi con colori soavi e leggiadri. L’essenzialità dell’immagine è una prerogativa cardinale per la creazione di un’opera d’arte, poiché l’essenzialità è l’unica che le consenta l’espressione piena e concreta  e, ad essa, si accosta il colore che è sempre istintivo e genuino.  Poi, quando tutto è terminato, quando la semplicità e il temperamento hanno avuto la loro massima espressione giunge l’osservazione , la magia più grande dello stare a guardare per cogliere dettagli, imperfezioni, soluzioni, sensazioni, emozioni e lasciarsi guidare dai pensieri che, inevitabili ne scaturiscono. Ad una linea essenziale si  affiancano, quasi naturalmente, colori che solo apparentemente  sono freddi ma che, addensati insieme agli stucchi, rendono le opere condensate, coagulate, affidando loro quella tattilità che intriga l’osservatore a comprendere, studiare il dettaglio. Un’arte ricercata in cui perdersi a comprendere il perché dell’esilità del tratto si accosti alla corposità della materia, ma la grandezza sta proprio in quello: nel sapere  creare, in un’unica opera d’arte, la grandiosità di un essere sfaccettato, polivalente,mai uguale e per questo grandiosa  e imponente.

Dott.ssa Anna  Soricaro   Barletta                                      

Architetture liquide 36

olio su tela 20/50